Come riconoscere un latte di qualità?

Come riconoscere un latte di qualità?

Come riconoscere un latte di qualità?

Il latte è uno degli ingredienti principali in molti gusti. Come tutti gli ingredienti è molto importante usare un latte di qualità e per quanto riguarda questo particolare ingrediente la dicitura “biologico” questa volta riesce a fare la differenza.

I fattori che influenzano la qualità del latte sono diversi: razza dell’animale, età, stato di salute, stadio di lattazione, clima, stagione, condizioni di stabulazione, di alimentazione, mungitura e trattamenti a cui viene sottoposto per il confezionamento e per la sua conservabilità. Ora vediamo passo passo perché a livello commerciale la dicitura “latte biologico” corrisponde effettivamente ad un latte di qualità superiore. Per prima cosa la dicitura “alta qualità” che trovate nelle confezioni di latte al supermercato ha un significato molto marginale sull'effettiva qualità del latte.
Questo perché un latte per essere definito di “alta qualità” deve possedere un certo valore di sieroproteine e deve rispettare alcuni parametri igienici.


Un vero latte di qualità oltre ai parametri sopra citati dovrebbe tener presente il benessere animale, la cura nella sua alimentazione e soprattutto deve contenere il minor residuo possibile di farmaci.
Anche se non siamo interessati al benessere animale e alla sua alimentazione, l'uso dei farmaci deve interessare un po' tutti noi, perché i loro residui nei cibi possono avere effetti più o meno deleteri per il nostro stato di salute. Gli allevamenti biologici possono ricorrere ai farmaci allopatici solo in casi eccezionali e comunque in ragione di non più di due interventi per anno di produzione. Le normative non proibiscono totalmente l'uso di farmaci di sintesi, ma molti di essi devono venir impiegati in modo diverso e con molte più limitazioni. Comunque è sempre preferito l'impiego di metodi di cura alternativi, quali l'omeopatia e la fitoterapia. Uno dei pilastri dell'allevamento biologico è comunque quello di prevenire le malattie. Per questo in genere vengono (o dovrebbero essere) scelte razze autoctone, quindi più resistenti e adattabili a quell'ambiente e soprattutto il metodo di allevamento deve essere il più naturale possibile, perché così permette all'animale di prevenire malattie e infortuni.Ci sono anche dei limiti ben precisi sul numero massimo di capi allevabili per m2 o ettaro. Altro parametro di grandissima importanza è l'alimentazione degli animali, infatti nell'allevamento biologico è più limitato l'uso di insilati, e si predilige il pascolo e l'utilizzo di alimenti prodotti direttamente in azienda.

Per coloro che vogliono approfondire il discorso latte biologico vi rimando a questo articolo: http://www.mondolatte.it/index.php/gestione-aziendale/113-la-produzione-del-latte-biologico

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